Notabilia

Cronache dalla swinging London

Cronache dalla swinging London

Nei primi anni ’60 Londra è il centro di una piccola rivoluzione.

Siamo abituati a pensare alla Swinging London, alla Londra Dondolante, come l’epicentro di una rivoluzione nella moda, ma fu qualcosa di più. Certo le minigonne e gli abiti colorati, Twiggy e i Beatles, segnarono un grande cambiamento; ma sotto quel cambiamento si muovono fermenti più profondi di una moda giovanile.

I colori che esplodono sui vestiti sono qualcosa di più di una semplice scelta cromatica, rappresentano una presa di distanza da un mondo che faticava a uscire dall’austerità del periodo di guerra. E se questo vale per Carnaby Street, le periferie stanno ribollendo di una inquietudine giovanile che non fu solo inglese e che sarà forza scatenante, da lì a pochi anni, per una ribellione totale all’ordine costituito.

Quelle inquietudini, rappresentate dai Mods e dai Rockers, e anche dai loro scontri non diversamente dai fatti di Genova del 1960 e di Piazza Statuto a Torino nel 1962, rappresentano l’inizio di un processo di rifiuto da parte dei giovani verso il mondo degli adulti, prima, e del sistema politico più complessivamente, poi. In tutto questo la musica non è semplicemente colonna sonora ma parte integrante di questa ribellione. D’altronde gli Who cantavano, nel 1965: “I wanna die before I get old”.

Vi raccontiamo la swinging London in questa nuova puntata di Notabilia.

Crediti

Testo di Francesco Pota
vice di Francesco Pota
Intervista a Paolo Caponi, Università degli studi di Milano

Playlist

1) The Beatles, I feel fine
2) The Animals, House of the rising sun
3) The Kinks, You really got me
4) Roger Miller, England Swing
5) The Who, The kids are alright
6) John Lee Hoker, Boom boom boom
7) Rolling Stones, Pint it black
8) Them, Gloria
9) Rolling Stones, (I can’t get no) Satisfaction
10) The Who, My generation
11) Francesco Guccini, Eskimo

Groja

settembre 7th, 2017

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